Passerino: il degno epilogo di una grande epopea

fotoEra il dicembre del 2007, ormai lontano (pensate, ancora non si parlava di crisi economica), quando diedi alle stampe il mio primo volume di divulgazione storica: I Tempi del Duca Passerino. Passerino fu una scommessa. Mi affascinava sin dall’infanzia (mio padre me ne parlava sempre) e da quando mi ero laureato sognavo di scrivere un libro di storia modenese. In realtà non avevo la più pallida idea di come farlo. Scrivere un volume di divulgazione è una meravigliosa esperienza ma è un impegno ricco di insidie. Con Passerino mi sono trovato spesso davanti a vicoli ciechi, a problemi insormontabili all’apparenza. Ho, insomma, sbagliato strada diverse volte. Con Passerino ho imparato sul campo ad affrontare questo tipo di lavoro.

Il risultato mi parve allora ottimo e sono ancora convinto che si tratti di un libro riuscito, che ha avuto anche l’onore di qualche citazione illustre in opere successive. Soprattutto, Passerino fu un successo, uno dei miei libri più venduti, un volume che ha macinato vendite in tutti questi sette anni e che, oggi, si può considerare esaurito. Ne rimangono alcune copie in libreria, però, è divenuto – non lo dico per vanteria – di fatto introvabile. Il suo successo mi ha dato la spinta per i lavori successivi L’Affaire Ricci – certo più di nicchia – e per il recente Quando a Modena c’erano i Romani che, uscito a dicembre 2013, mi sta dando molte soddisfazioni. Sto pensando di rimettere mano a Passerino, correggere qualche ingenuità, approfondire alcuni aspetti. Non so se ci saranno le condizioni per una nuova pubblicazione cartacea ma un e-book lo meriterebbe.

Intanto, però, ci tenevo a salutare Passerino con una serata che chiudesse nel modo più degno una bella avventura. L’occasione si è presentata il 28 gennaio 2014 con l’invito del Lions Club Wiligelmo di Modena. Il presidente, l’amico Giampiero Paltrinieri, mi ha invitato a parlare di Passerino durante la cena del Club presso il ristorante Vinicio di Modena. Ho accettato con entusiasmo, e con un po’ di timore reverenziale, all’inizio. C’erano tutti gli ingredienti per una serata speciale: pubblico raffinato, bellissima location, una buona cena. Ho cercato di preparare al meglio la conferenza e mi sono fatto aiutare dalle mie amiche scrittrici Elisa “Eliselle” Guidelli che mi ha intervistato con la consueta verve e simpatia e Daniela Ori che avrebbe dovuto leggere alcuni brani ma che, suo malgrado, ha dovuto dare forfait all’ultimo momento ma i cui preziosi consigli mi hanno aiutato a sistemare la scaletta.

Dopo un po’ di emozione all’inizio, la conferenza è filata via liscia come l’olio, davanti a un pubblico attento che alla fine ha applaudito a lungo. Una bella soddisfazione perché, come cantavano i Litfiba “piacere a tanta gente è una gabbia seducente” (Lo spettacolo) e, soprattutto, perché a sei anni abbondanti dalla trionfale “premiere” al Salotto Aggazzotti (22.12.2007), Passerino ha avuto il suo ultimo e meritato momento di gloria.

Grazie a Giampiero Paltrinieri per l’invito, a tutto il Lions per l’accoglienza, a Elisa e Daniela per l’aiuto.

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