Un’occasione sprecata per la Piazza antistante il Palazzo Ducale

Questo è il testo della mia lettera pubblicata sul Carlino di Oggi (9.9.2014). La mia vuole essere una riflessione, non una critica sterile, su un problema, quello della necessità di osare nei progetti di valorizzazione della città. Una spesa in cultura e turismo va visto come investimento non come costo, ma questo è vero solo se il contenitore creato viene poi riempito di contenuti in grado di attrarre visitatori.  

Gentile direttore ho deciso di scrivere da appassionato di storia e cultura ma soprattutto da innamorato di questa città per segnalare quella che, a mio modesto avviso, è stata di nuovo una splendida occasione sprecata per provare a innovare, a Modena, nel campo della cultura e della promozione della città. Mi riferisco, ovviamente, alle fontane di Piazza Roma (meglio sarebbe forse chiamarla Piazza degli Estensi ma sorvoliamo…) volute e realizzate dalla precedente Giunta con piglio decisionale che forse avrebbe dovuto utilizzare in altri aspetti della vita cittadina (tipo il problema della sicurezza, ma sorvoliamo anche su questo punto…).

Quando sono cominciati i lavori in Piazza Roma ero felice e ottimista. Tolte le auto quella piazza meravigliosa, all’ombra di uno dei più bei palazzi signorili del nord Italia, poteva diventare il vero salotto buono di Modena, un’occasione di rilancio turistico e culturale a pochi anni da un importante anniversario: i 2200 anni di storia di Modena che si festeggeranno nel 2017. Sappiamo che sotto la piazza c’è un importante tratto delle mura romane. Si potevano portare in superficie e avrebbero potuto creare un bell’angolo di piazza, ombreggiato, che racchiudeva uno spazio per iniziative culturali con qualche bella struttura architettonica che le salvaguardasse e le rendesse fruibili. Immaginate che location per un festival musicale o teatrale estivo!

In alternativa, si poteva creare un museo sotterraneo, un parco a tema su Mutina come, ad esempio, c’è sotto Piazza Navona a Roma in merito allo Stadio di Domiziano. In entrambi i casi una bella struttura ricettiva poteva essere il cuore pulsante della piazza, dove le fontane avrebbero rappresentato l’aspetto ludico di uno spazio finalmente popolato. Ancora più ottimista ero diventato quando avevo letto sulla stampa locale che era stata scoperta, sotto gli scavi, una bella casa rustica medievale. Il nostro parco culturale poteva essere completo: Modena Romana, Medievale ed Estense avrebbero convissuto nella stessa piazza e questo avrebbe aperto la possibilità di creare finalmente uno spazio culturale organizzato e strutturato per attirare turismo verso la nostra città, magari insistendo sul progetto di rendere più fruibile il Palazzo Ducale con la proposta, giunta da più parti, di riportare all’interno dell’attuale Accademia la Galleria Estense.

Ancora una volta, invece, si è preferita la via più semplice, che permette veloci inaugurazioni e fugaci apparizioni davanti alle telecamere. Quando i riflettori si saranno spenti, però, cosa resterà? Una pietraia con dei getti d’acqua dove d’estate sarà impossibile organizzare qualsivoglia evento e rimarrà una nuova terra di nessuno nel cuore di Modena. Di inverno saremo fortunati se l’acqua non gelerà, altrimenti potrebbe pure essere pericolosa per i passanti.

Se questa mancanza di coraggio è attribuibile alla Giunta uscente, il nuovo Sindaco è ancora in tempo a invertire la rotta. I lavori non sono completati e, forse, sulla parte di piazza ancora non deturpata, è possibile intervenire: le mura sono proprio li sotto. Vi prego, pensate a un progetto organico di rilancio, non sprecate anche questa occasione.

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