Nella Terra degli Antichi Vestini

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I Vestini sono un popolo italico stanziato in Abruzzo che abitava l’attuale Altopiano delle Rocche, la valle dell’Aterno (L’Aquila) e arrivava a toccare il Mar Adriatico all’altezza di Penne. Intorno al IV secolo a.C. i Vestini entrarono nell’orbita romana rimanendo sempre fedeli all’Urbe sino alla Guerra Sociale che li vide schierati con gli italici in cerca della cittadinanza romana concessa proprio al termine del conflitto. Sino a un anno fa i Vestini erano per me poco più di un nome incontrato nelle mie peregrinazioni nella storia romana. Era il settembre del 2014 quando a Mutina Boica (www.mutinaboica.it/) incontrai Antonio d’Annibale che mi propose di partecipare a un convegno su questo popolo che si sarebbe tenuto l’anno successivo a Cepagatti. Armato da mio solito spirito avventuroso, ho accettato ben prima di guardare sulla cartina dove fosse quel paese dal nome così strano, che si rivelò essere vicino a  Chieti, in Abruzzo, a 420 chilometri circa da Modena. Così, quasi, per caso, un anno fa cominciò l’avventura che mi avrebbe portato in un rovente sabato 18 luglio 2015 a parlare di Celti e Liguri al convegno che l’Archeoclub di Cepagatti (www. http://archeoclubcepagatti.blogspot.it/) organizza ogni anno sui Vestini nel grazioso borgo, dominato dallo stupendo Castello Marcantonio (www.castellomarcantonio.it).

Sono stato accompagnato nel viaggio dall’amica Daniela Ori, in rappresentanza dell’Associazione I Semi Neri e, nonostante il caldo, la discesa in Abruzzo è stata l’occasione per visitare Montelupone (Ancona), borghetto murato di grande fascino, il Museo Nazionale d’Abruzzo di Chieti (www.museonazionaleabruzzo.beniculturali.it/) dominato dal famoso Guerriero di Capestrano e, al ritorno, Offagna (www.festemedievali.it/) con la sua suggestiva festa Medievale.

E’ soprattutto del Convegno di Cepagatti, però, che voglio raccontarvi. Non posso che cominciare ringraziando gli amici dell’Archeoclub capitanati da Claudio Giampaolo, per la loro meravigliosa ospitalità. Per esigenze di viaggio, ho potuto assistere solo alla serata di sabato 18 del Convegno che è durato da venerdì 17 a domenica 19. La festa è stata organizzata con gusto nel delizioso contesto di Cepagatti, borgo medievale che sorge interamente sul sito di un’antica Villa romana le cui cisterne sono ancora visitabili nei sotterranei del Castello. Le case sono tappezzate di murales che raccontano la storia del paese, cominciando proprio dai Vestini, e nei vicoli spiccano bancarelle e personaggi in costume da italici del IV secolo a.C., tra cui proprio l’amico Antonio D’Annibale. Intorno al borgo è possibile gustare il gelato vestino col mosto cotto (un antico condimento dolce, che dalle nostre parti si è poi evoluto arrivando a produrre il famoso “aceto balsamico”), o la porchetta vestina.

La festa ha previsto un suggestivo arcobaleno di eventi, fatti di cibo, costumi, laboratori e conferenze. La chiacchierata a me assegnata aveva come oggetto la storia dei Celti e dei Liguri ed era prevista per le ore 21,00 così ho potuto gustarmi, assieme a Daniela, la conferenza delle 18,00 dove gli archeologhi Vincenzo d’Ercole e Fabrizio Savi hanno parlato delle spade italiche in Abruzzo sino alla conquista romana. C’è stato poi spazio per il momento ludico-culinario, con la messa in scena di un rituale di preparazione del vino prima di un convivium romano da parte di sommellier per l’occasione abbigliati con la toga d’ordinanza. Il vino speziato dei romani a me ha ricordato molto la sangria e questo non è necessariamente un male…soprattutto ottimo è stato il convivium consumato nelle raffinate sale del castello che purtroppo per il vostro relatore si è interrotto precocemente perché il dovere lo ha chiamato ai piedi della torre del castello a chiacchierare di popoli italici con una trentina di persone del pubblico, molto attente.

Dopo un ottimo gelato vestino e lo spettacolo del rito del fuoco siamo ripartiti per Chieti dove alloggiavamo pronti a risalire verso Modena. Ho imparato molto sui Vestini grazie a questa esperienza, spero di rivedere presto Cepagatti e i fantastici amici dell’Archeoclub. Grazie ancora a tutti e a tutte.

Gabriele

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