Public History, cibo per l’anima (almeno per la mia)

18892894_10211468040210163_4370434602249257351_nRavenna, l’ultima capitale dell’Impero Romano d’Occidente, la capitale del sogno infranto di Teodorico, il cuore pulsante dell’Esarcato di Costantinopoli. Una città di mosaici meravigliosi che scintillano ancora dopo oltre quindici secoli narrando di cieli stellati, Santi e imperatori. San Vitale, il Mausoleo di Galla Placidia, Santa Apollinare Nuova e Santa Apollinare in Classe: basiliche avvolte da ombreggiati luoghi di pace che accolgono il visitatore con profumo di tiglio e brezza di mare. Un luogo magico, ambientazione perfetta per la prima conferenza dell’AIPH – ASSOCIAZIONE ITALIANA DI PUBLIC HISTORY  e per la IV della Federazione internazionale di Public History che si sono svolte a Palazzo Corradini (via A. Mariani 5) e Palazzo dei Congressi (Largo Firenze 1) dal 5 al 9 giugno. Cinque giorni intensi nei quali si è parlato della Public History, delle sue difficoltà e delle sue enormi potenzialità che, nel nostro Paese, sono ancora in parte inespresse.

Il convegno è stato anche il battesimo del fuoco per l’Associazione Pop History della quale ho l’onore di essere uno dei soci fondatori e con cui ho avuto la fortuna di partecipare a due Panel. Martedì 6 giugno abbiamo affrontato Il racconto della storia. Un passato da leggere, scrivere, insegnare un tema di grande interesse sviscerato nel corso di una tavola rotonda coordinata dallo scrittore Carlo Greppi e alla quale hanno partecipato per Pop History Eugenia Corbino, Silvia Lotti ed Eleonora Moronti. Il mio intervento si è concentrato sul romanzo storico: prerogative e controindicazioni. Il 7 giugno è stata la volta di La Storia in gioco: i ludologi Giorgio Gandolfi e Glauco Babini hanno analizzato assieme a noi le potenzialità didattiche del gioco. Per Pop History c’erano Chiara Asti e Mirco Carrettieri, io mi sono occupato del tema Giocare la Storia: potenzialità e criticità. L’esempio di Twilight Struggle e il problema del What if. Pop History ha animato altri panel in tutta la cinque giorni ravennate e ha visto il nostro Giorgio Uberti eletto nel Direttivo dell’AIPH, un onore per tutti noi.

Cinque giorni di seminari sulla storia e sulla sua narrazione al grande pubblico, cinque giorni di incontri e scambi di opinioni con decine di persone di diversi Paesi e di diversissime professionalità. Cinque giorni bellissimi, ricchi di stimoli, vero cibo per l’anima.

Non riesco a ringraziare tutti quelli che vorrei, perché temo di dimenticare qualcuno. Mi limito allora a un abbraccio collettivo a tutti coloro che ho incontrato a Ravenna, amici vecchi e nuovi. Un abbraccio ancora più forte, però, voglio darlo a tutti i ragazzi di Pop History con i quali abbiamo cominciato un cammino che, spero, ci porterà a toglierci molte soddisfazioni nella disciplina che noi tutti amiamo: Chiara Lusuardi, Eleonora Moronti, Marta Gara, Silvia Lotti, Iara Meloni, Ermanno Pavesi, Eugenia Corbino, Giulia Dodi, Mirco Carrattieri, Chiara Asti, Igor Pizzirusso, Elisa Gardini, Francesca Capetta, Alda Guidi, Tiziano Picca Piccon, Giorgio Uberti. Abbiamo trascorso cinque giorni molti intensi, che ricorderò sempre.

Il cielo e il profumo di tigli di Ravenna mi sono rimasti nel cuore come lo scintillio dei suoi mosaici e le molteplici voci che ho ascoltato in questi giorni.

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