Mutina e Francesco III d’Este ad Andrea Barbi Show

3WD87TKMAM6QVenerdì 13 febbraio durante Andrea Barbi Show (vai) si parlerà di Quando a Modena c’erano i Romani (TEI 2013). Alla trasmissione condotta dal bravissimo Andrea Barbi parteciperò assieme all’amico Carlo Previdi che ha parlato del suo Francesco III (Il Fiorno 2015). Tra importanti strade del passato, gossip amorosi e antiche ricette rivivrà la Modena che fu. Appuntamento venerdì 13 febbraio alle 12,45 e alle 18,15 su Teleradiocittà (canale 15 del digitale terrestre) oppure in streaming. Un grazie alla collega Daniela Grassi per l’invito. Link alla puntata

 

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Che Pizza la Storia… il ritorno

StampaDopo la bella esperienza con l’amico Loris Stradi,  alla Polisportiva San Faustino di Modena per parlare di Modena dopo cena proviamo a bissare con altre quattro conferenze!

Ecco il programma: 29 gennaio – ore 21: Modena comunale. 5 febbraio – 21: la crisi del comune e il Duca Passerino. 19 febbraio – 21: La conquista estense del Modenese. 5 marzo – 21: La caduta del Ducato

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Francigena Novellario 1107 in E-Book

Francigena

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Simone Covili, Elisa Guidelli, Gabriele Sorrentino

eBook, In evidenza, Narrativa – Pesci Rossi

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Descrizione

Protagonista di questo romanzo è la Via Francigena, il percorso che conduceva i pellegrini medievali dalle Isole Britanniche alla Terra Santa, attraverso la Terra dei Franchi e poi l’Italia sino a Roma. La Francigena fu l’insieme di tante strade che innervavano l’Europa, poiché tanti erano i viaggiatori e i motivi che li spingevano a mettersi in cammino in un’epoca di grande dinamismo che ebbe nel pellegrino in viaggio uno dei suoi più forti protagonisti. Lungo le strade dei pellegrini si mossero persone, idee, eserciti, merci, cultura. Tutto questo gli autori hanno raccontato in questo romanzo sulle avventure di tre diversi gruppi di pellegrini lungo il tratto italiano della Francigena nel 1107. Attraverso le loro vicende e i racconti che ascoltano lungo il cammino, il romanzo mostra uno spaccato del XII secolo italiano, unendo fatti storici e folklore.

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Autore

Simone Covili, geometra tuttofare, divide il suo tempo tra la professione e la scrittura frapponendo a esse progetti strampalati che, nonostante tutto, riesce anche a realizzare. Ama i B-movies, il cinema trash, l’animazione, le letture cruente e adora perdersi in lunghi periodi di “ozio creativo” che spesso condivide con la sua compagna. I suoi racconti sono pubblicati in numerose antologie e sul web (www.xomegap.net). È coautore della trilogia fantasy Finisterra (Ed. Domino, www.xomegap.net/finisterra).

Elisa Guidelli nata a Modena, è laureata in storia medievale e lavora come libraia. Con lo pseudonimo Eliselle ha pubblicato i romanziLaureande sull’orlo di una crisi di nervi (Fabrizio Filios Editore 2005), Nel paese delle ragazze suicide (Coniglio Editore 2006), Ecstasy love (Eumeswil 2007), Fidanzato in affitto (Newton Compton 2008), Le avventure di una Kitty addicted (LeggerEditore 2010), il noir La fame(Miraviglia Editore 2011), la commedia agrodolce Amori a tempo determinato (Sperling & Kupfer 2013) e, in edizione digitale, il noir Fiabe dall’inferno (Meme Publishers 2014). Il suo sito web è www.eliselle.com.

Gabriele Sorrentino (Modena 1976). Laureato in scienze politiche con una tesi in storia medievale, è autore di articoli e saggi di storia modenese tra i quali il fortunato Quando a Modena c’erano i Romani (TEI 2013). Ha partecipato come relatore al convegno Il medioevo tra noi. Un itinerario tra storia e immaginario organizzato dall’Università degli Studi di Urbino (5 luglio 2014). Col Collettivo XOmegaP è coautore della saga fantasy Finisterra (Ed. Domino) e, con I Semi Neri, del thriller L’Enigma del toro (Damster 2013). Il suo sito web èwww.gabrielesorrentino.it

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Francesco IV d’Asburgo-Este Duca di Modena nel 200° anniversario dell’insediamento

Francesco_IV_d'austria_este_Duca_ModenaMartedì 9 dicembre 2014, alle ore ore 20.00 presso il ristorante “La Secchia Rapita” di Modena ho l’onore di partecipare alla Riunione conviviale per Soci, coniugi e ospiti del Rotary Club di Modena dove parlerò di Francesco IV e del ritorno degli Estensi in città.

Sarà un’occasione per parlare anche dell’Affaire Giuseppe Ricci. 

Per maggiori informazioni rimando al sito web del Rotary. Un grazie caloroso per l’invito.

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Conoscere, capire e crescere con la sindrome X-Fragile: Venerdì 24 ottobre da Feltrinelli

xfragilePresso la Libreria Feltrinelli di Modena (Via Cesare Battisti 17) in occasione di MÀT, settimana della salute mentale che si tiene a Modena dal 18 al 24 ottobre 2014, si terrà venerdì 24 ottobre alle ore 18.30 la presentazione del volume Oltre l’X fragile. Conoscere, capire, crescere: un percorso possibile verso l’autonomia a cura di Raffaella Daghini e Lisa Trisciuoglio, edito da Franco Angeli per l’Associazione Italiana Sindrome X Fragile. Il volume ha l’obiettivo di tracciare – con un linguaggio semplice ma rigoroso – un profilo il più completo possibile di una condizione genetica che, dopo la sindrome di Down, è la causa più comune di disabilità intellettiva di tipo ereditario. Il pomeriggio verrà condotto dal giornalista e scrittore modenese Gabriele Sorrentino che intervisterà Giovanni Neri, genetista dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e Donatella Bertelli, presidente Associazione Italiana Sindrome x fragile onlus.

Il volume

La voce degli esperti e il racconto di chi, in prima persona o per legami familiari e affettivi, vive ogni giorno la sindrome del cromosoma X fragile si intrecciano fra loro nel volume Oltre l’X fragile. Conoscere, capire, crescere: un percorso possibile verso l’autonomia, edito da FrancoAngeli. Oltre l’X fragile nasce dalla volontà dell’Associazione Italiana Sindrome X Fragile di realizzare, per la prima volta in lingua italiana, una pubblicazione a carattere divulgativo pensata per rispondere ai tanti interrogativi dei familiari, degli insegnanti e degli operatori, portandoli a comprendere l’unicità e l’originalità del percorso di ogni individuo con X fragile. La pubblicazione prende spunto dalle testimonianze e dai racconti dei protagonisti e di chi sta loro vicino per approfondire i vari aspetti di questa complessa condizione, grazie al prezioso contributo scientifico dei tanti esperti che hanno collaborato. Dalla descrizione della sindrome alla spiegazione del meccanismo genetico; dagli aspetti neurobiologici alle caratteristiche degli interventi riabilitativi; dalla gestione degli aspetti emotivi al percorso di integrazione scolastica e lavorativa che le famiglie, insieme alla istituzioni, dovrebbero favorire per accompagnare i ragazzi con X fragile verso l’autonomia.

 

L’Associazione Italiana Sindrome X fragile Onlus

Nata nel 1993, l’Associazione conta oggi 315 iscritti e ha sezioni regionali in Lazio, Liguria, Piemonte, Puglia, Sardegna, Toscana e Trentino Alto Adige, mentre in Campania, Calabria e Lombardia operano dei gruppi territoriali. Accompagna i ragazzi con la sindrome e le loro famiglie lungo il cammino verso l’autonomia e la migliore condizione di vita possibile. Un cammino che ha già raggiunto traguardi importanti non solo grazie ai risultati della ricerca scientifica, ma anche perché sono state comprese sia le straordinarie potenzialità dei ragazzi con X fragile, su cui è essenziale puntare in ambito riabilitativo, scolastico e lavorativo, sia la necessità di valorizzare le competenze educative dei genitori per affrontare con maggiore consapevolezza il loro delicato ruolo. Dal 2001 è una ONLUS, che riunisce e aiuta le famiglie delle persone con questa e altre sindromi legate al cromosoma X, contribuisce alla ricerca e allo sviluppo delle conoscenze su queste sindromi e alla diffusione delle informazioni più aggiornate. Inoltre, promuove l’inserimento scolastico, lavorativo e sociale delle persone con la sindrome.

Fa parte della rete europea delle associazioni nazionali che si occupano di questa sindrome.

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La Bonissima

Marco Melli mi ha intervistato per Vivo (ottobre 2014)

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Che Pizza La Storia

1655843_10204071796748827_8238028984116967308_nNon ho mai pensato che la storia fosse noiosa, anzi. Io mi diverto a leggerla e a raccontarla. Quando l’amico Loris Stradi, quindi, mi ha invitato alla Polisportiva San Faustino di Modena per parlare di Modena dopo cena ho accettato con entusiasmo.

Ecco il programma: 9 ottobre – ore 21: Modena Prima dei Romani: Liguri, Etruschi e Celti in val Padana. 23 ottobre – 21: Modena Romana: Da Marco Emilio Lepido alla caduta dell’Occidente. 6 novembre – 21: Modena dai Longobardi a Matilde: Dal conte di Modena alla lotta per le investiture. 23 novembre – 21: Il Duomo di Modena e la nascita del Comune. Vi aspetto quindi in via Wiligelmo 72. Per informazioni: info@polisanfaustino.it

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Le tre mogli di Francesco I d’Este

Francesco I (Gian Lorenzo Bernini) - Modena, Palazzo dei Musei

Francesco I (Gian Lorenzo Bernini) – Modena, Palazzo dei Musei

Francesco I d’Este (Modena, 6 settembre 1610 – Santhià, 14 ottobre 1658) era il figlio maggiore di Alfonso III d’Este, Duca Modena e Reggio, e di Isabella di Savoia. Successe al padre nei diritti sul ducato il 25 luglio 1629 e fu Duca di Modena e Reggio dal 1629 al 1658. E’ probabilmente il più luminoso principe di Modena Capitale, ritratto da Bernini e da Velasquez, iniziatore del Palazzo Ducale, della Palazzina Vigarani, del Palazzo Ducale di Sassuolo.

Francesco ebbe tre mogli: Maria Farnese (18 febbraio 1615 – 25 giugno 1646), Vittoria Farnese (29 aprile 1618 – 10 agosto 1649) e il 14 ottobre 1654 con Lucrezia Barberini (24 ottobre 1630 – 24 agosto 1699) e dodici figli legittimi tra cui i futuri duchi Alfonso IV e Rinaldo.

Insomma la sua figura ha cambiato il volto a Modena e al Ducato. Di questo duca, che dovette lottare contro la famosa peste manzoniana, si impegnò nella guerra dei Trent’anni e annetté Correggio, parlerò venerdì 10 ottobre alle ore 19,00 presso il Circolo degli Artisti di via Castel Maraldo a Modena, nell’ambito di un ciclo di conferenze organizzato dal Cenacolo di Porta Saragozza (info: Carlo Previdi: tel. 338 7305297), attraverso le figure delle sue tre mogli.

Programma.

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Un’occasione sprecata per la Piazza antistante il Palazzo Ducale

Questo è il testo della mia lettera pubblicata sul Carlino di Oggi (9.9.2014). La mia vuole essere una riflessione, non una critica sterile, su un problema, quello della necessità di osare nei progetti di valorizzazione della città. Una spesa in cultura e turismo va visto come investimento non come costo, ma questo è vero solo se il contenitore creato viene poi riempito di contenuti in grado di attrarre visitatori.  

Gentile direttore ho deciso di scrivere da appassionato di storia e cultura ma soprattutto da innamorato di questa città per segnalare quella che, a mio modesto avviso, è stata di nuovo una splendida occasione sprecata per provare a innovare, a Modena, nel campo della cultura e della promozione della città. Mi riferisco, ovviamente, alle fontane di Piazza Roma (meglio sarebbe forse chiamarla Piazza degli Estensi ma sorvoliamo…) volute e realizzate dalla precedente Giunta con piglio decisionale che forse avrebbe dovuto utilizzare in altri aspetti della vita cittadina (tipo il problema della sicurezza, ma sorvoliamo anche su questo punto…).

Quando sono cominciati i lavori in Piazza Roma ero felice e ottimista. Tolte le auto quella piazza meravigliosa, all’ombra di uno dei più bei palazzi signorili del nord Italia, poteva diventare il vero salotto buono di Modena, un’occasione di rilancio turistico e culturale a pochi anni da un importante anniversario: i 2200 anni di storia di Modena che si festeggeranno nel 2017. Sappiamo che sotto la piazza c’è un importante tratto delle mura romane. Si potevano portare in superficie e avrebbero potuto creare un bell’angolo di piazza, ombreggiato, che racchiudeva uno spazio per iniziative culturali con qualche bella struttura architettonica che le salvaguardasse e le rendesse fruibili. Immaginate che location per un festival musicale o teatrale estivo!

In alternativa, si poteva creare un museo sotterraneo, un parco a tema su Mutina come, ad esempio, c’è sotto Piazza Navona a Roma in merito allo Stadio di Domiziano. In entrambi i casi una bella struttura ricettiva poteva essere il cuore pulsante della piazza, dove le fontane avrebbero rappresentato l’aspetto ludico di uno spazio finalmente popolato. Ancora più ottimista ero diventato quando avevo letto sulla stampa locale che era stata scoperta, sotto gli scavi, una bella casa rustica medievale. Il nostro parco culturale poteva essere completo: Modena Romana, Medievale ed Estense avrebbero convissuto nella stessa piazza e questo avrebbe aperto la possibilità di creare finalmente uno spazio culturale organizzato e strutturato per attirare turismo verso la nostra città, magari insistendo sul progetto di rendere più fruibile il Palazzo Ducale con la proposta, giunta da più parti, di riportare all’interno dell’attuale Accademia la Galleria Estense.

Ancora una volta, invece, si è preferita la via più semplice, che permette veloci inaugurazioni e fugaci apparizioni davanti alle telecamere. Quando i riflettori si saranno spenti, però, cosa resterà? Una pietraia con dei getti d’acqua dove d’estate sarà impossibile organizzare qualsivoglia evento e rimarrà una nuova terra di nessuno nel cuore di Modena. Di inverno saremo fortunati se l’acqua non gelerà, altrimenti potrebbe pure essere pericolosa per i passanti.

Se questa mancanza di coraggio è attribuibile alla Giunta uscente, il nuovo Sindaco è ancora in tempo a invertire la rotta. I lavori non sono completati e, forse, sulla parte di piazza ancora non deturpata, è possibile intervenire: le mura sono proprio li sotto. Vi prego, pensate a un progetto organico di rilancio, non sprecate anche questa occasione.

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Quando a Modena c’erano i Romani a Mvtina Boica

10616474_10152632110490789_5574747113067315048_nCon grande gioia ed emozione confermo che Quando a Modena c’erano i Romani sarà ospite a Mvtina Boica la bellissima festa di rievocazione dell storia di Modena che si svolge come di consueto al Parco Ferrari dal 3 al 7 settembre che è giunta alla sua VI edizione quest’anno tutta incentrata sul Bimillenario augusteo ed era ora, visto che Modena se ne è un po’ dimenticata. Il programma è ricco di eventi bellissimi – spettacoli teatrali, rievocazioni, presentazioni di libri, didattica – tra i quali, sabato 6 settembre alle ore 19,30 la presentazione di Quando a Modena c’erano i Romani. Parleremo di com’era Mutina e di come vivevano i suoi abitanti, se siete fortunati potreste anche vedermi vestito da senatore… prima di me, presso il museo archeologico (ore 15,00) il professor Luciano Canfora parlerà della Guerra di Modena. Alla festa sarà presente lo stand di Terra e Identità con volumi sulla storia di Modena. Vi aspettiamo, ci sarà da divertirsi.

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