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Testi1. Mangi 3. Reietto Mangi, mangi, mangi Fino a scoppiare - ma, Continui a mangiare;
Anche dopo, Pure quando Il tuo flaccido intestino E' sparso intorno.
La poltrona - non La molli proprio mai (guai !) Nessuna donna - ha Hai avuto tanto amore Da te. Dimmi come fai A guardarti allo specchio, Quando torni a casa; Io non riuscirei: Spiegamelo. La poltrona - non La molli proprio mai (guai !) Nessuna donna - ha Hai avuto tanto amore La calma è la virtù dei forti... Non avere amor proprio È quella dei potenti. Come un buco nero Come una calamita, Divori e ingrassi, Passi e ripassi. Senza lasciare traccia (Attila) Non cresce più l'erba, Dove sei stato tu. La poltrona - non La molli proprio mai (guai !) Nessuna donna - ha Hai avuto tanto amore La poltrona resta Gli amici passano, Un cambio di bandiera E una pugnalata alle spalle. In fondo si sa - che - Come diceva quello lì, "Parigi val bene una messa" La poltrona - non La molli proprio mai (guai !) Nessuna donna - ha Hai avuto tanto amore Il potere logora chi non ce l'ha E' vero. La tua vita è un grande banchetto Dove hai messo la dignità? Il segreto del tuo successo - trasformista e clown - E' la tua mancanza di rispetto, PER TE STESSO (Mangi, mangi, mangi) Esplodi... (Rinasci) Come fai? [02.10.97]
Il circo dei pagliacci Troppi pugni, E pochi abbracci: Ride e piange Non lo sai, Il cerone, copre i guai Il Pagliaccio !
Oh è falso, Ma è bello I bambini, con le mamme Batti mani - ridi pure I pagliacci!
Ogni dramma è falso
Ogni risata è Programmata Riflettori, Dentro e fuori False luci...
La sua anima, Dov'è? (ma c'è?) Il circo dei pagliacci Ha messo le tende, Nel Palazzo. Scannarsi per un niente Amarsi poi odiarsi;
Le promesse, mai attese: Disattese!
Il circo dei pagliacci E' montato nel Palazzo oh, Tra... Corridoi di potere Segreterie Di segreti...
Tendone in montato in piazza Che non si smonta mai; Chi è fuori è fuori, Chi è dentro è dentro. E' un antico gioco.
Il circo non finisce, Tutti seduti ! In poltrona a recitare La parte dei Signori... Tanti pagliacci, Ridono come matti.
[02.10.97]
Non merito il tuo rispetto, Perchè sono un reietto Tu non mi puoi certo stare Ferma a guardare.
Ma quel mestiere Anche lui è reietto, Tu non lo vuoi fare Non ti puoi sporcare Vuoi che lo faccia io, Che non son figlio di Dio.
Sono disoccupato Sarò pure diverso, Per come mi vesto O per come la penso; Tu lo hai sentenziato Ormai Sono perso Vengo da un altro Pianeta Sono soltanto un'ospite Merito si compassione Da questo baraccone Che chiami mondo civile...
Colpiscimi col bastone Farmi pur fare la fame, Ma non trattarmi da cane: Ho una dignità anch'io Non sono un'animale Nemmeno inferiore (Né superiore)
Sono solo un uomo, Anche se diverso Lo sono lo stesso.
Ma ricordati sempre: La vita è un disco, Che gira e A cui non importa Chi siamo noi Così (prima o poi) Potresti esserci tu Al posto di questo reietto (2 volte) Te lo vorrei augurare Ma rimango a pensare: Sono un reietto Non un animale. [24.09.97]
Accadeva tanto tempo fa. Tutto era perfetto, Racchiuso in un ovattato involucro d’affetto. I pericoli erano concetti lontani, La tristezza abitava altrove, Cos’erano gli insuccessi?
Quelli sono giorni ormai morti, Dimenticati ed imputriditi, Tristi vestigia del tempo Che più non esiste ma che ancora Allunga dita brumose per tormentare la stanca memoria.
Caldo nido protetto dal mondo. Figura dolce ed esile, Dea Bianca, bambina ed adulta insieme. Ultima fortezza contro il mondo, Fiore d’amare e capace di amare.
Quelli sono giorni ormai morti, Dimenticati ed imputriditi, Tristi vestigia del tempo Che più non esiste ma che ancora Allunga dita brumose per tormentare la stanca memoria.
La falce si è abbattuta sul tuo stelo in fiore, I petali si sono dispersi al vento, La fortezza è crollata, con un tonfo sordo. Sono stato scagliato in mezzo alle onde, Mi ha scottato la luce del mondo...
Quelli sono giorni ormai morti, Dimenticati ed imputriditi, Tristi vestigia del tempo Che più non esiste ma che ancora Allunga dita brumose per tormentare la stanca memoria
Ciò che mi tiene in piedi è la speranza, Di poter un giorno rientrare nel nido, Nel porto protetto ritrovare il mio fiore, La mia fortezza, Poco mi importa che la Falce debba tagliare il mio stelo, Per poterti rivedere qualsiasi prezzo è lecito. [3/1/97]
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